IVREA / TORINO – L’Ivrea Club protagonista non solo nel circuito giovanile internazionale, ma anche nella disciplina della paracanoa, con quattro suoi atleti che hanno animato la gara regionale di velocità, che si è svolta recentemente presso il Circolo Eridano di Torino.
Risultati davvero di tutto rispetto per i portacolori del sodalizio eporediese, i quali hanno concluso nella maniera migliore una manifestazione che è andata in scena nel segno dell’inclusione, dello sport e della voglia di superare gli ostacoli che, quotidianamente, ci si parano davanti.
Accompagnati da Guglielmo Piatti e Federica Pavetto, tecnici che seguono questo importante progetto, come anticipato gli atleti dell’Ivrea si sono ottimamente comportati nella prova di K1 categoria Dir A, dove hanno affrontato la distanza dei 200 metri.
In campo maschile finale di tutto rispetto per Alessandro Pintus, capace di meritarsi il secondo gradino del podio, mentre la medaglia di bronzo è finita al collo di Matteo Berta. A completare una serie di riscontri davvero eccellenti anche la quarta posizione che è andata ad appannaggio di Giona Francia.
Splendida affermazione, poi, nel settore donne: protagonista indiscussa Eugenia Ghirardo, che ha fatto bella mostra delle proprie qualità e di quanto imparato e perfezionato nel corso degli allenamenti, meritandosi il primo posto in classifica.
“Tali riscontri, e la partecipazione dell’Ivrea Canoa Club a questa competizione – dicono dal direttivo eporediese – sono la più bella e chiara dimostrazione del lavoro straordinario che istruttori e volontari svolgono quotidianamente, in maniera da garantire un accesso allo sport realmente senza barriere”.
“Preparare questi atleti per una gara di velocità di tale livello, accompagnandone due verso il loro esordio assoluto, richiede empatia, professionalità e un’incrollabile fiducia nel potenziale di ogni persona. Tutto ciò lancia un messaggio preciso: l’acqua non fa sconti, ma non fa nemmeno differenze, semplicemente restituisce la forza e la passione che le vengono trasmesse con la pagaia. La gara di Torino non è un punto di arrivo, ma un entusiasmante trampolino di lancio verso i prossimi successi”.
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